Buongiorno miei cari lettori,
oggi sono finalmente tornata con una nuova recensione, purtroppo non positiva. Riguarda il libro Inferno, un YA distopico tutto italiano con un'idea di base decisamente originale, ma che purtroppo non è riuscito a convincermi.
AUTORE: Francesco Gungui
EDITORE: Fabbri Editore
PREZZO: 14,90 €
PAGINE: 430
TRAMA: Se sei nato a Europa, la grande città nazione del prossimo futuro, hai due sole possibilità: arrangiarti con lavori rischiosi o umili, oppure riuscire a trovare un impiego a Paradiso, la zona dove i ricchi vivono nel lusso e possono godere di una natura incontaminata. Ma se rubi o uccidi o solo metti in discussione l'autorità, quello che ti aspetta è la prigione definitiva, che sorge su un'isola vulcanica lontana dal mondo civile: Inferno. Costruita in modo da ricalcare l'Inferno che Dante ha immaginato nella Divina Commedia, qui ogni reato ha il suo contrappasso. Piogge di fuoco, fiumi di lava, gelo, animali mostruosi: gli ingranaggi infernali si stringono senza pietà attorno ai prigionieri che spesso muoiono prima di terminare la pena. Nessuno sceglierebbe di andare volontariamente a Inferno, tranne Alec, un giovane cresciuto nella parte sbagliata del mondo, quando scopre che la ragazza che ama, Maj, vi è stata mandata con una falsa accusa. Alec dovrà compiere l'impresa mai riuscita a nessuno: scappare con lei dall'Inferno, combattendo per sopravvivere prima che chi ha complottato per uccidere entrambi riesca a trovarli...
La mia opinione: Quando ho iniziato Inferno, non sapevo cosa aspettarmi: dalla trama non si riesce a capire a pieno la storia narrata da Francesco Gungui e non ne avevo ancora letto quasi nessuna recensione, quindi si può dire che fossi completamente all’oscuro. Vista l’idea originale sulla quale questa storia si basava, però, le mie aspettative erano abbastanza alte e, forse, è stato questo a fregarmi. Avrei davvero voluto farmi piacere Inferno, lo giuro. Ci ho provato, leggendolo fino alla fine anche quando, dopo i primi capitoli, avrei voluto abbandonarlo. Ho continuato imperterrita a leggere, aspettando quella svolta che, purtroppo, non è mai arrivata.
